MOTIVAZIONE
Il giorno 2 Febbraio, festa della Presentazione del Signore al Tempio di Gerusalemme, è stato dichiarato dalla Chiesa giornata mondiale della Vita Consacrata. In questo modo, la Chiesa ci invita pregare e a prendere coscienza, per un momento, della nostra vita, soprattutto per quel che concerne la nostra vita di consacrati.
C'era una legge nell'antico popolo di Dio che prescriveva che il primo figlio o figlia che nascesse nella famiglia venisse presentato e offerto al Signore. Era il segno attraverso il quale si manifestava che quel nuovo essere apparteneva a Dio, era proprietà del Signore. Oggi la Chiesa invita tutti noi, religiosi e religiose, a prendere coscienza che apparteniamo al Signore, siamo suoi, come tutto il creato. Con il Battesimo siamo entrati a formare parte cosciente dell'umanità che gli appartiene. C'è però qualcosa di più; noi abbiamo voluto rispondere al suo invito di amore, in un modo speciale, rispondendo con l'offerta dell'unica cosa che abbiamo e che nemmeno ci appartiene: la nostra stessa vita. Riconosciamo colui che ci "ha sedotto" come il Padre della misericordia che viene sempre incontro a noi, qualunque sia la distanza nella quale camminiamo prodighi e perduti. È in Lui che abbiamo riposto la nostra fiducia e perciò non ci importa dare il poco che abbiamo. È nel Padre che poniamo tutta la nostra debolezza, perché a Lui apparteniamo, perché a Lui vogliamo appartenere.
Prepariamoci interiormente per celebrare insieme questo momento di preghiera.
Esposizione e canto
"Quando rinnovate nel cuore la vostra professione religiosa, ricordate quell'ispirazione
interiore dello Spirito, che si trova all'inizio del vostro cammino.
Ricordate come tale ispirazione sia venuta, come si sia consolidata, come forse sia ritornata un'altra volta dopo un po' di tempo, fino a che non abbiate alla fine riconosciuto in essa la chiara voce di Dio e la forza dell'amore sponsale del Signore che chiama.
Ricordatelo riconoscenti, con un cuore rinnovato, per annunciare le grandi opere di Dio. Quest'ispirazione dello Spirito non può spegnersi. Essa deve mantenersi e maturare, assieme alla vocazione religiosa, durante tutta la vostra vita".
Piste per la riflessione:
Lettura: 1Tm 1, 12-16
"Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi al ministero: io che per l'innanzi ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede; così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù. Questa parola è sicura e degna di essere da tutti accolta: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Gesù Cristo ha voluto dimostrare in me, per primo, tutta la sua magnanimità, a esempio di quanti avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna".
Meditazione
"In quest'ultimo anno di preparazione al giubileo del 2000 siamo invitati a guardare alla vita e alla storia come a un pellegrinaggio verso il Padre; non si vive per la morte, ma per la vita, e questo approdo finale è legato a Qualcuno che ci viene incontro e garantisce il nostro avvenire come patto d'alleanza con Lui. Dove ci si apre all'Altro, che ci visita e ci fa uscire dalle nostre paure e dai nostri egoismi per vivere per gli altri e con loro, nascono patti di pace, incontri nuovi, dialoghi altrimenti ritenuti impossibili. L'esistenza è cammino verso una patria promessa, che ci viene incontro come il Mistero santo a cui affidarci e dal quale lasciarci raggiungere e salvare. Si tratta insomma di pensare al Padre secondo l'immagine che ne dà la parabola della misericordia:
"Gesù ha detto: 'Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera' (Gv 4,34). Con queste parole, egli rivela che il progetto personale dell'esistenza sta scritto in un provvido disegno del Padre. Per scoprirlo occorre abbandonare un'interpretazione troppo terrena della vita, e collocare in Dio il fondamento ed il senso della propria esistenza. La vocazione è anzitutto dono di Dio: non è scegliere, ma essere scelti; è risposta ad un amore che precede e accompagna. Per chi si rende docile ala volontà del Signore la vita diviene un bene ricevuto, che tende per sua natura a trasformarsi in offerta e dono."
(Durante il momento di meditazione, si può cantare eventualmente un breve ritornello. Si suggerisce la melodia di Taizé "Canterò la misericordia del Signore ogni giorno", oppure un altro).
Preghiera (insieme)
"La vita di oblazione suscitata nei nostri cuori dall'amore gratuito del Signore ci rende conformi all'oblazione di colui che, per amore, è totalmente donato al Padre e totalmente donato agli uomini.
Essa ci induce a ricercare sempre più fedelmente, con il Signore povero e obbediente, la volontà del Padre su noi e sul mondo.
Ci rende attenti agli appelli che ci fa giungere attraverso gli avvenimenti piccoli e grandi, e nelle attese e realizzazioni umane".
Lettore: Abbiamo cercato di ripercorrere velocemente i momenti significativi della nostra vita. Abbiamo pure cercato di soffermarci a contemplare che il mistero della nostra storia ha il suo principio e il suo termine nella misericordia del Padre. Ora in questo terzo momento di preghiera vi invitiamo a fare di tutto quanto abbiamo meditato, un'oblazione gradita a Dio.
(Vari lettori recitano quanto segue, lasciando un breve silenzio tra un testo e l'altro. Si suggerisce anche la possibilità di accompagnare i testi con qualche simbolo plastico allusivo che si va poi a deporre sull'altare. Un altro suggerimento può essere quello di aggiungere, ad ogni brano letto, un po' d'incenso al turibolo aperto davanti all'altare).
1º Lettore: Offriamo tutti i ricordi della nostra vita e della nostra vocazione come se fosse incenso da bruciare davanti all'altare. Tutto il nostro passato remoto e quello più recente. Tutte le nostre speranze frustrate dal tempo, i nostri disappunti e delusioni. Offriamo tutti i piccoli successi delle nostre mani, i momenti di fiducia e di felicità. Tutta la nostra vita sull'altare sia la primizia della nostra oblazione questa sera. (Breve silenzio)
2º Lettore: Offriamo il nostro futuro e il nostro presente. Tutti i progetti ed illusioni che riempiono la nostra mente in questi momenti; le inquietudini e problemi che ci angustiano; tutto il nostro futuro, i nostri piani, siano nelle tue mani di Padre offerta di soave odore. (Breve silenzio)
3º Lettore: Siamo tutti venuti a realizzare la nostra vocazione in una comunità di fratelli congregati dall'intuizione spirituale lasciataci in eredità dal P. Dehon. Mettiamo tutta la Congregazione nelle mani del Padre. Poniamo sull'altare tutte le nostre comunità che patiscono la persecuzione, la violenza, la scarsità di mezzi materiali; poniamo anche quelle comunità in cui manca la comunicazione, le autentiche relazioni fraterne; poniamo sull'altare le comunità che stanno nascendo e sono la nostra speranza; così pure, non dimentichiamo di mettere sull'altare tutte le nostre comunità che intravedono molto vicina la morte, che soffrono della solitudine dell'anzianità, tutte le comunità il cui futuro è incerto; poniamo sull'altare tutti i religiosi in formazione, i nostri giovani, futuro e promessa dei nostri progetti; poniamo sull'altare tutti i religiosi che lavorano duramente per il Regno; poniamo anche quelli che svolgono il servizio dell'autorità, senza dimenticare coloro che lavorano dal silenzio e da ciò che non si vede…
Salga fino a te, Signore, l'offerta di tutta la nostra Congregazione quale vittima gradita ai tuoi occhi! Tu sei l'unico che sa quello che vuoi da essa. È nelle tue mani. Plasmala come vuoi tu!
Canto
Canto o recita del MAGNIFICAT
Preghiera finale:
Padre di misericordia e Dio di consolazione, Tu che ti sei fatto alimento
fondamentale delle nostre vite Con la tua Parola e con il mirabile sacramento
del tuo corpo e sangue Fa che, contemplando le meraviglie della tua bontà
E partecipando al tuo Corpo, Il nostro cuore si configuri sempre più
al Cuore del Tuo Figlio, Affinché possiamo essere nello Spirito
Messaggeri dell'amore e servitori della riconciliazione
Per la venuta del tuo Regno.
Per Gesù Cristo, Signore nostro.
Benedizione
Canto finale
