+PADRE GIOVANNI ERMINIO CRIPPA


Brevi cenni biografici di P. Ciro Rondelli, scj

Nato a Cedegolo (BS) il 18.04.1921
Prima professione: 29.09.1938
Ordinazione: 01.07.1947
Defunto: 24.05.2000

Brevi cenni biografici di P. Ciro Rondelli, scj

Nato a Cedegolo, in provincia di Brescia, il 18 aprile del 1921, Padre Erminio Crippa comincia a frequentare la Scuola Apostolica dei Dehoniani ad Albino (Bergamo) nell'ottobre del 1932 e conclude qui i cinque anni di ginnasio, prima di trasferirsi ad Albisola per il noviziato.

Fin dall'inizio dei suoi studi manifesta una netta predilezione per le materie umanistiche e un'autentica passione per l'opera di Carducci, al quale si ispira nel comporre alcune poesie in occasione di feste o ricorrenze particolari.

Viene ricevuto novizio ad Albisola il 28 settembre 1937, dove emette la prima professione dei voti religiosi il 29 settembre 1938, per poi frequentare due anni di liceo a Oropa e in seguito trasferirsi a Castelfranco di Sopra, distinguendosi sempre per le sue capacità di approfondimento e riflessione.

Terminati gli studi liceali viene inviato, secondo la prassi dei Padri Dehoniani, al seminario minore di Pagliare (Ascoli Piceno) in qualità di assistente educatore negli anni 1941-1942, e poi ad Albino, dove svolge lo stesso incarico fino al 1943. Si tratta di un tirocinio obbligatorio per i giovani religiosi che in questo modo possono saggiare le loro attitudini e capacità in vista della pastorale sacerdotale. Padre Erminio Crippa mette a frutto in quel periodo le sue spiccate qualità intellettuali e la sua straordinaria abilità nel trasmettere agli altri la cultura con chiarezza e con entusiasmo, riuscendo a suscitare interesse in tutti gli interlocutori, qualunque sia la loro formazione. Per questo Padre Crippa viene destinato all'insegnamento nei seminari dei Dehoniani e, terminato il corso di Teologia allo Studentato di Bologna, si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia.

L'Italia in quegli anni è appena uscita dalla guerra e si trova in una situazione disastrosa sia dal punto di vista materiale che da quello morale. I marciapiedi brulicano di ragazzi orfani di guerra o figli dei tanti militari, alleati e non, tornati ormai nei loro Paesi. Di fronte a questi gravi problemi Padre Enrico Agostini, sostenuto da altri confratelli dello Studentato Missioni di Bologna lancia l'idea di fondare accanto all'Istituto un centro che raccolga quei ragazzi per offrire loro la possibilità di costruirsi un avvenire sicuro, preparandoli a svolgere una professione. L'ideale è entusiasmante, mancano però le risorse economiche per realizzarlo. I Superiori maggiori decidono così di inviare Padre Crippa in America per reperire i primi fondi necessari all'acquisto del terreno su cui edificare quello che poi sarà chiamato "Villaggio del fanciullo".

Padre Crippa è scelto anche per la sua ottima conoscenza dell'inglese, imparato nel periodo successivo alla Liberazione dai soldati alleati che convivevano con lui nella casa di Castiglione dei Pepoli (in provincia di Bologna). Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, dove più tardi lo raggiunge anche Padre Fogarolli, che diventerà il primo presidente del "Villaggio del Fanciullo", il giovane sacerdote visita varie "Città dei ragazzi" e conosce anche il fondatore di questi istituti, Padre Flanagan.

Il viaggio in America frutta a Padre Crippa quasi 25 milioni di dollari, che il sacerdote porterà in Italia cuciti sotto la fodera del suo "clergyman". Nel frattempo i lavori proseguono e, al ritorno di Padre Crippa, il Centro ospita già numerosi ragazzi. Per fornire un avvenire concreto a questi giovani, che presto saranno un centinaio, vengono così create scuole professionali di vario genere, ribattezzate Scuole d'Arte e Mestieri, che preparano fabbri, falegnami, meccanici, tipografi, ortopedici, meccanici odontotecnici (quest'ultimo corso esiste ancora oggi).

Per migliorare e ampliare le attività dell'Istituto, che riceve richieste da moltissime famiglie, sparse per tutta l'Italia, Padre Crippa decide di tornare in America alla ricerca di nuovi fondi. Con il suo entusiasmo riesce a coinvolgere nel progetto un gran numero di benefattori e questa volta rientra in Italia con più di 60 milioni.

Quando ormai il lavoro al "Villaggio del Fanciullo" è avviato e procede per il meglio, Padre Crippa decide di concludere i suoi studi universitari interrotti e. consegue la laurea in Lettere nel 1956.

Scaduto il primo Direttivo dell'opera, dopo 6 anni, come prescrivono le Costituzioni dei Dehoniani, Padre Crippa accoglie l'invito di Padre Aurelio Boschini e decide di trasferirsi a Roma per lavorare con le Acli. Qui viene nominato vice-assistente nazionale e sceglie come suo impegno specifico di occuparsi delle lavoratrici della casa. In quegli anni l'incarico di assistente nazionale era ricoperto da Monsignor Santo Quadri. Nel 1971 Padre Crippa diventa consulente ecclesiastico nazionale dell'Api-Colf (Associazione professionale italiana collaboratrici familiari), ruolo che ricopre fino al 1991, quando lascia il posto a Padre Giovanni Celi, per continuare a seguire le attività dell'Associazione come Consulente emerito, secondo la nomina ricevuta dalla Cei.

Grazie all'opera infaticabile di P. Crippa sia per la formazione spirituale delle "colf" e sia per la richiesta agli organi di governo per ottenere i giusti riconoscimenti legislativi, si sono potute ottenere rilevanti conquiste per la categoria: è nata e si è sviluppata l'assistenza domiciliare, sono stati firmati i primi contratti collettivi di lavoro, il mondo politico e quello dei mass media hanno cominciato ad interessarsi sempre di più delle "collaboratrici familiari".

P. Crippa ha scritto numerosi articoli e libri e anche delle dispense che vengono utilizzate nelle scuole professionali per Assistenti domiciliari. A lui si deve l'edizione tascabile della Somma di S. Tommaso e alcune traduzioni di testi inglesi, come quelle di due volumi di Fulton Sheen.

Il padre ha passato gli ultimi anni nella Casa Serena dell'Associazione, assistito amorevolmente, nella sua malattia, dalle più care collaboratrici.

(I cenni biografici sono stati tratti e completati dal libro "Un uomo, un'idea" - ed. Api-Colf, Milano 1992 sulla figura di P. Erminio Crippa)